concerto-pink-floyd

Di concerto

La musica non va ascoltata. Non solo, almeno. La musica va vissuta. Che tu sia a casa, in treno, in auto, in aula studio, in un negozio. Che tu stia correndo, fantasticando, dipingendo, fotografando. Qualsiasi cosa tu stia facendo la musica deve entrare in te e pervadere il tuo corpo, stimolare il tuo sistema nervoso, regalarti sensazioni sempre nuove. Se tu sei a un concerto tutto questo deve essere elevato all’ennesima potenza. Devi lasciarti catturate dai suoni, viaggiare con la mente nei video proiettati sui maxi schermi, farti avvolgere dal fumo sparato dal palco, riscaldarti con i fuochi che esplodono all’inizio dello spettacolo. Per far questo devi concentrarti anima e corpo su ciò che stai vivendo, abbandonare ogni distrazione, chiudere qualsiasi contatto con il mondo per una finestra di un paio d’ore.

Banalità? Forse. O forse no. Questo fine settimana ho avuto la fortuna di assistere a un concerto benefico di una delle più importanti tribute band dei Pink Floyd, il mio gruppo preferito in assoluto. E mi sono accorto che sono davvero poche le persone che sanno allontanare ogni distrazione per un breve periodo di tempo. In oltre due ore e mezza ininterrotte di performance ho notato di tutto: fumatori incalliti che abbandonano lo spettacolo nel momento clou per concedersi una “rapida” sigaretta; video reporter spasmodici che filmano lo spettacolo con i loro iPhone e iPad convinti nel profondo che la qualità audio/video sia la stessa che viene mostrata in pubblicità; bevitori assetati che, come i loro colleghi fumatori incalliti, non sanno resistere al desiderio di recarsi al bar a prendersi una birra quando lo show tocca il suo apice. Infine, la categoria peggiore che non fa distinzione di sesso, età, razza e ceto: quelli che passano il concerto a rispondere ai messaggi di Whatsapp o che addirittura chiamano gli amici regalando a quelle povere anime la gracchiante versione del capolavoro che stanno suonando sul palco, convinti, anche questi, che i disperati dall’altro lato della cornetta godano della stessa qualità sonora di loro.

Allora mi sorge spontanea una domanda. Ma ve lo ordina il dottore di andare a un concerto almeno una volta al mese nonostante non ve ne freghi nulla? No, perché davvero non trovo una ragione al fatto che spendiate dei soldi per una cosa di cui poi dimostrate non fregarvene nulla. Oppure, forse, avete una vagonata di denaro da spendere e non sapete come fare. Nel caso fatevi avanti che vi lascio il mio IBAN.

Advertisements

Pubblicato da

nickdals

Laureato magistrale in scienze storiche, ho collaborato per la testata Vicenzapiù.com occupandomi prevalentemente di sport. Sono appassionato di tecnologia, fotografia e cinema. Scrivo anche su www.familafans.net e su BGTalks.com

3 pensieri riguardo “Di concerto”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...